Civitavecchia: la voglia di cultura ed il “panem et circensem”
C’è voglia di cultura a Civitavecchia.
La città del litorale nord, tristemente nota per aver perso quasi totalmente il proprio patrimonio storico durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e poi ricostruita con concezioni architettoniche abbastanza “naiv”, si interroga circa la propria vocazione culturale e, con questo, sulla capacità da parte della politica locale di porre in essere interventi e pianificazioni serie per quel che riguarda la vita intellettuale della città.
Ha avviato le danze il Partito Democratico, con un documento firmato, tra gli altri da Marietta Tidei e Menotti De Michelis, ponendo interrogativi sulla natura e gestione del cartellone degli eventi estivi. A quanto sembra detti eventi, finanziati da fondi Enel legati alla presenza del carbone in città, che non brillerebbero per qualità e durata , (se si eccettua la presenza di Giorgio Albertazzi che leggerà Dante), vengono gestiti da un organizzatore di eventi esterno. Fanno notare i firmatari del documento che gli spettacoli, di basso cabotaggio, sono estremamente costosi e non portano minimamente valore aggiunto al territorio, ragionando quindi sulla necessità di ricorrere ad un costoso impresario per la realizzazione di qualcosa che gli uffici comunali potrebbero fare ugualmente ma gratis.
A ruota segue l’intervento di Mario Michele Pascale, coordinatore ragionale dei Radicali di Sinistra, che indica nella scarsa cultura degli amministratori il primo problema; a sua detta l’ammistrazione non sarebbe in grado di fare una differenza tra eventi d’interesse intellettuale ed il ”panem et circensem” e, come conseguenza, mancherebbe in loro la capacità e l’interesse di pianificare politiche culturali. Pascale, nel prosieguo, delinea una proposta a 360° per la ristrutturazione del comparto cultura, comprendente sia le strutture comunali come il teatro Traiano e la scuola delle arti, che il futuro delle associazioni culturali operanti in città.
Alle note del Pd e dei Radicali di Sinistra fa eco la presa di posizione del presidente dell’Arci Civitavecchiese, Roberto Sanzolini, che si fa promotore di un dibattito più ampio, rimarcando la situazione di grave disagio in cui vive l’associazionismo locale.
Insomma tanta carne al fuoco. A fronte di tutto questo l’amministrazione comunale che, vale la pena ricordarlo, reputa tanto importante il settore cultura da non avere neanche un assessore competente ma un semplice delegato, tace. Si tratta di un silenzio assordante, in una città che, anche se abbrutita dalla presenza della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord, dalle servitù portuali e da un’edilizia decisamente allegra, ha ancora tanta voglia di riscattarsi.
Di seguito i link agli interventi del PD,http://www.centumcellae.it/leggi.php?id=24695
Radicali di Sinistra, http://www.centumcellae.it/leggi.php?id=24726
Arci, http://www.trcgiornale.it/news/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=30047 pubblicati dai colleghi della stampa locale.