In memoria di “Gola profonda” …

Linda Lovelace
Gerard Damiano era un parrucchiere per signora. Per sua stessa ammissione durante le ore passate a dialogare con le donne, tra un taglio e una tinta, avrebbe scoperto tutte le pieghe e tutti i segreti della sensualità femminile.
Talmente satollo dell’argomento decise, un bel giorno, di mollare phon e bigodini per darsi all’arte cinematografica. Il risultato, primo di una lunga serie, fu “Gola profonda”, il film porno più famoso del mondo. Costato appena 25.000 dollari ne incassò, in prima visione nella sola New York, più di un milione; a tutt’oggi la visione del film è un rito di iniziazione maschile, nonchè un punto di riferimento culturale per l’intellettualità. Il successo della pellicola è legato sia al momento storico, sull’onda della nuova cosapevolezza sessuale generata dal ’68, sia ad un mix di divertimento, leggerezza e di un montaggio povero ma fatto con estrema genialità accostando, ad esempio, al raggiunto orgasmo della protagonista, un tripudio di fuochi d’artificio.
Già, perchè è l’orgasmo il vero protagonista del film; Linda Lovelace non riesce ad averlo, nonostante l’impegno profuso. La spiegazione, fantasiosa ma efficace, è che la nostra eroina non ha il clitoride al suo posto, bensì in gola. Lo specialista che cura la Lovelace si prodigherà per la sua guarigione e assumerà Linda come infermiera, facendole unire l’utile al dilettevole e al terapeutico.
Il film è fatto da persone comuni; l’attore porno medio nei primi anni ’70 non aveva nulla di speciale, a differenza degli adoni e delle perfettissime ragazze che oggi sono tanto in voga nel circuito della pornografia “normale”; fa quasi tenerezza vedere quelle imperfezioni, quei chili di troppo, quelle stempiature. Ma il messaggio era chiaro; la sessualità, che non era e non doveva essere solo produzione seriale di figli, era alla portata di tutti. Gola profonda è la trasposizione dell’ideale democratico nella pornografia; tutti possono accedere al godimento, non occorre, necessariamente, essere degli adoni dei ricchi o degli altolocati.
Inoltre la Lovelace fece epoca. Come fece osservare Gerard Damiano in una successiva intervista “A quel tempo non esisteva neanche una parola per definire quello che Linda sapeva fare …”. Dopo Linda Lovelace quella parola divenne un sottogenere del porno, oltre ad acquistare carattere di sacralità.
Il film ebbe tanto successo e tante clonazioni che dovette essere rieditato con il nome di “la vera gola profonda” ed entrò nella storia politica prestando il nome all’informatore che, con le sue rivelazioni, portò il presidente Nixon alle dimissioni in seguito allo scandalo Watergate.
Il rovescio della medaglia fu che Linda Lovelace non vide mai un soldo. I suoi proventi furono dissipati dal suo ex compagno che, a quanto sembra, la costrinse ad accettare di girare il film a suon di schiaffi. Linda, successivamente, non ebbe un buon rapporto con il mondo del porno e morì in un incidente stradale nel 2002.
Ma a noi piace pensare a Gola Profonda, con le sue luci e le sue ombre, come un punto essenziale della cultura del ’900, non solo come un’esperimento nel settore della pornografia. Ad un livello filmico, ripetiamo, nonostante il budget ridotto, il prodotto è ottimo, ben montato, ben interpretato, ben diretto.
Salutiamo con affetto quelle idee che ci hanno cresciuto e che oggi svaniscono, purtroppo, strette da un lato dall’onda lunga del cattolicesimo militante e dall’altra dal moralismo piccolo borghese di tanta sinistra radical chic.
“And deep throat to you all …”